giovedì 3 aprile 2014

RISOTTO AL RADICCHIO CON CAPRINO E MANDORLE

 

risotto radicchio2

Le passioni, anche quando si decide scientemente di metterle da parte, rimangono sotto la cenere a covare come tizzoni, spenti solo all’apparenza. Sono lì, ed aspettano solo di ridare ardore ad un fuoco mai sopito.

La scintilla può essere impercettibile ma loro la captano ed iniziano a riprendere vita, a ridarti vita.

 

 

 

risotto radicchio

 

RISOTTO AL RADICCHIO CON CAPRINO E MANDORLE

 

Ingredienti (per 4 persone):

– 300 g di riso carnaroli

– 150 g di radicchio rosso tondo

– 70 g di formaggio caprino fresco

– mandorle a lamelle

– brodo vegetale

– cipolla bianca

– mezzo bicchiere di vino bianco

– pepe nero

– sale

– olio evo

 

Preparazione:

in una risottiera, soffriggere la cipolla tritata in un fondo d’olio, senza farla scurire. Aggiungere il riso e tostarlo.

 

Sfumare con il vino bianco e aggiungere il brodo poco per volta, continuando a mescolare.

 

A metà cottura aggiungere il radicchio precedentemente mondato e tagliato a listarelle, tenendone da parte qualche ciuffetto per la presentazione del piatto.

 

A fine cottura mantecare con il formaggio caprino, fuori dal fuoco. Aggiustare di sale e pepe.

 

Servire e cospargere con le mandorle ed un ciuffo del radicchio crudo.

 

 

 

risotto radicchio1

 

In dispensa:

– Olio extravergine d’oliva biologico Calandrone

– Riso carnaroli Riserva San Massimo

Pubblicato da Marilù
nessun peperoncino

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venerdì 31 gennaio 2014

SFORMATO DI BIETE E SALSICCIA

bietesalsiccia2
Cyrano

(Francesco Guccini)
Venite pure avanti, voi con il naso corto,
signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
perchè con questa spada vi uccido quando voglio.

 

Venite pure avanti poeti sgangherati,
inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza
avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finchè dura,
che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse
col ghigno e l’ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna,
però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L’arrivismo? All’amo non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

 

Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte,
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch’io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

 

Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz’ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d’ essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perchè Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi,
le parlerò coi versi…

 

Venite gente vuota, facciamola finita,
voi preti che vendete a tutti un’ altra vita;
se c’è, come voi dite, un Dio nell’infinito,
guardatevi nel cuore, l’avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso,
che Dio è morto e l’ uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali,
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

 

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev’ esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un’ombra e tu, Rossana, il sole,
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono,
per sempre tuo, per sempre tuo,
per sempre tuo…

Cirano

 

 

 

bietesalsiccia1

 

SFORMATO DI BIETE E SALSICCIA

 

Ingredienti:

– 300 g di biete

– 150 g di salsiccia fresca bolognese

– 2 cucchiai di parmigiano grattugiato

– una tazzina di vino bianco

– 100 ml di latte

– 10 g di burro

– 5 g di farina integrale di grano tenero

– noce moscata

– pepe nero

– sale

 

 

Preparazione:

lavare accuratamente le biete e dividere le coste dalla parte verde.

 

Sbollentare la parte verde per 10 minuti, in acqua salata. Scolare e tritare grossolanamente al coltello.

 

Sbollentare le coste tagliate a pezzi, per circa 25 minuti o comunque fino a quando non saranno morbide, in acqua bollente salata. Scolare.

 

Sbriciolare la salsiccia e farla rosolare in padella, senza aggiunta di altri grassi, a fuoco vivace, sfumare con il vino, far evaporare l’alcol ed  aggiungere la parte verde tritata delle biete, far saltare per qualche minuto.

 

Preparare la besciamella: preparare un roux facendo fondere il burro in un pentolino, aggiungere la farina ed amalgamare bene fino a quando non ci saranno più grumi e il composto sarà omogeneo. Versare il latte caldo, a filo, continuando a mescolare su fiamma bassa. Aggiungere il sale, il pepe e la noce moscata. La besciamella deve rimanere piuttosto morbida.

 

Versare qualche cucchiaiata di besciamella sul fondo di una pirofila, adagiare uno strato di coste, poi fare uno strato centrale con la salsiccia e la parte verde, e infine chiudere con un altro strato di coste. Coprire con la rimanente besciamella e spolverizzare la superficie con il parmigiano.

 

Cuocere in forno a 200 °C, coperte con un foglio di alluminio per circa 20 minuti, scoprire e far gratinare con il grill per altri 5 minuti.

 

Far riposare dieci minuti prima di servire.

 

 

 

bietesalsiccia

Pubblicato da Marilù
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