sabato 22 novembre 2014

LA ZAIRA ENOTECA CON CUCINA: LE VERE TIGELLE TRA LE BOLLICINE FRANCESI

Ingresso Enoteca La Zaira

 

Ci sono delle chicche nascoste tra i vicoli dei paesi della provincia che non ti aspetti, ma loro, invece, non aspettano che di essere scoperte, incoraggiate e preservate.

Lo scorso weekend Bologna sembrava un girone infernale dantesco: CioccoShow, Notte Bianca della Ristorazione e sicuramente qualche fiera, quindi del tutto inadatta al mio mood autunnale, che mi suggeriva in quel momento di andare alla ricerca di un posto tranquillo.  Non proprio un ristorante, non solo una vineria, zero voglia di aperitivi dove sui tavoli viene ammucchiato cibo informe con materie prime senza paternità, ma nemmeno una cena gourmet da otto portate. Insomma l’impresa non era tra le più semplici, soddisfare esigenze non ben definite nemmeno nella mia testa non è proprio un gioco da ragazzi. E tra un giro svogliato su internet ed uno sbadiglio trovo l’indirizzo de La Zaira – enoteca con cucina, uno sguardo alla mia metà, che annuisce con l’occhiolino e prenoto un tavolo per la sera.

 

Già la location è affascinante, infatti il locale si trova in una viuzza tranquilla e caratteristica di Bazzano, paese che non conoscevo affatto e che ho trovato piacevole.

Si entra e ci si trova in un posto piccolo e delizioso, non più di trenta coperti, con scansie piene di bottiglie di vino lungo tutte le pareti, circa 300 etichette, tutte selezionate da Fabrizio Baldi, proprietario del locale e anima della sala, suddivise per tipologia e a me è toccato sedermi di fronte ad un muro di bottiglie di Champagne, ed è come se fossi stata immediatamente catapultata in un bistrot della rive droite parigina. Ma a ben guardare, in questo locale,  ogni angolo racconta una storia, ad ogni tavolino ci puoi leggere una città diversa, io ho visto passare Siviglia, Monaco, addirittura Boston, insomma un cerchio che tocca il mondo e che si chiude nella provincia emiliana.

 

Interni-La-Zaira

 

Il menù è molto ridotto, tre o al massimo quattro scelte per ogni portata, ma è assolutamente sufficiente per la tipologia di locale e soprattutto c’è un’attenzione maniacale alla materia prima che fa della qualità il cavallo di battaglia della cucina: verdure provenienti da agricoltura biodinamica, farine biologiche macinate a pietra, prodotti del Presidio Slow Food, formaggi e salumi selezionatissimi. Ricette semplici e tradizionali, che mettono in risalto la qualità degli ingredienti, preparate dalle mani di Belinda Cuniberti.

Non esiste invece una carta dei vini poiché le bottiglie vengono scelte dai clienti direttamente dagli scaffali oppure si può optare per vini al calice, segnalati sulla lavagnetta al bancone.

 

interno-La-Zaira

 

 

Noi abbiamo preso due antipasti e le tigelle, con vini al calice. Avevamo voglia di qualcosa di sfizioso più che di una canonica cena, ma sicuramente sono da provare anche i primi ed i secondi.

Abbiamo scelto i fegatini di pollo secondo la ricetta dell’Artusi con crostini di pane caldo (euro 8), molto saporiti ma al contempo delicati al palato. Poi la fiamma sotto il coccio, oltreché a tenere calda la carne, aiutava a sprigionare tutti gli aromi della preparazione facendo sì che l’olfatto anticipasse ed accompagnasse il gusto.

 

fegatini-di-pollo

 

Ottima la polenta con fonduta di Parmigiano e tartufo nero (euro 8), un abbinamento sicuramente visto e rivisto, ma qua la differenza la fa la materia prima ed il gioco di consistenze dei vari elementi del piatto.

 

polenta-fonduta-e-tartufo

 

Abbiamo proseguito con due porzioni di crescentine nelle tigelle accompagnate da: mortadella e salame rosa della ditta Pasquini, pancetta di Mora Romagnola della Macelleria Zivieri, prosciutto di Parma Giancarlo Tanara, salame, squacquerone e Taleggio bergamasco DOP (14 euro).

 

Essere lucana a Bologna mi ha un po’ spiazzata nel leggere la didascalia di questo piatto poichè in città crescentine e tigelle sono i nomi di due preparazioni differenti, le prime sono, detta alla spicciola, sfoglie rigonfie di pasta fritta ovvero quello che in altri comuni emiliani chiamano gnocco fritto, le seconde una sorta di focaccina da farcire cotta nell’apposito stampo di ghisa.

In realtà nel frignano, regione dell’Appennino modenese, dove le tigelle nascono, le crescentine sono le focaccine vere e proprie e “tigelle” è il nome delle cottole, ovvero dei dischi di argilla refrattaria o ferro, da arroventare alla brace del camino, in cui le palline di impasto, formate prelevando un pezzetto di pasta e facendolo roteare sotto il palmo della mano, venivano cotte, tra le foglie di castagno.

A La Zaira, ovviamente non utilizzano questo metodo arcaico di cottura delle crescentine, sia per questioni di tempo che di camino, che non c’è e che affumicherebbe anche i clienti, né vengono utilizzate le foglie di castagno, ma le tigelle vengono comunque confezionate alla maniera montanara antica e cotte in una apposita macchina.

 

Sono queste le migliori tigelle che io abbia mai mangiato ed i salumi ed i formaggi di accompagnamento sono tutti eccellenti. Forse l’unico suggerimento che mi sentirei di dare è di aggiungere al companatico una piccola ciotolina con il pesto di lardo aromatizzato con aglio e rosmarino, che poi era il condimento che usavano i contadini.

 

tigelle

tigellee-salumi

 

 

Le porzioni sono giuste, le tigelle abbondanti. Il rapporto qualità prezzo è buono.

Prezzo medio a persona: 25 euro, bevande escluse.

 

La Zaira Enoteca con cucina

via Borghetto di sotto, 6

Bazzano (Bo)

Tel. 051 832187

Sito:  www.enotecalazaira.it

Pubblicato da Marilù
nessun peperoncino
 

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